RICETTA ANTICRISI, VENDERE ALLE DONNE

Prodotti studiati apposta per il target femminile: consuma di più ed è fedele
Puntare sulle donne per uscire dalla crisi. Le donne consumatrici, si intende, perché in quanto a parità nelle opportunità di lavoro c'è ancora molta strada da fare.
Secondo l'Economist è questa la strategia scelta da molte aziende grandi e piccole per corroborare i consumi e risollevare i bilanci.
La ragione è semplice: le donne fanno più dell'80% degli acquisti voluttuari. Non comprano solo il 90% del cibo ma, udite udite, anche il 55% dell'elettronica di consumo.

Secondo Marti Barletta, autrice di “Marketing to Women”, le donne sono clienti migliori degli uomini per tre motivi.
Primo, sono fedeli: più propense a comprare la stessa marca se soddisfatte.
Secondo, chiacchierano: diffondono cioè più informazioni sui prodotti che amano, sfruttando anche i social network online.
Terzo, la maggior parte dei licenziamenti è avvenuta per ora in ambiti tipicamente maschili (manifattura e costruzioni), quindi le donne detengono una quota maggiore del reddito familiare e del potere d'acquisto


ALBERT WATSON a Milano.
Dimentichiamo orologio da taschino e panciotto. "Il Coniglio bianco" di Albert Watson (titolo della mostra in allestimento al Forma di Milano fino al 22 novembre) esula dall'iconografia tradizionale del personaggio di Lewis Carroll. Perché, come al solito, l'artista scozzese – nato a Edinburgo nel 1942 – fa di testa propria. E lo rende una metafora. Del suo concetto di arte, di professione e di mondo....
Il personale bianconiglio di Watson, infatti, non ha le orecchie lunghe e il pelo soffice. Ha il volto di Alfred Hitchcock mentre, nella mano destra, stringe un'oca spennata. E, al contempo, ha le sembianze delle morbide dune del deserto del Marocco. O, ancora, di Miss Beehayving, ragazza dagli occhi verdi che, fasciata in un microabito di latex nero, di professione fa la "dominatrix" a Las Vegas.
Le cento immagini con cui il centro di fotografia rende omaggio ad un creativo di fama mondiale (Photo District News l'ha proclamato uno dei 20 fotografi più influenti di sempre) sono espressione di un lavoro eclettico che spazia dalle copertine patinate di Vogue (si dice ne abbia curate circa 250), dai volti di modelle come Kate Moss (ritratta, acqua e sapone, nel gennaio 1993) ai paesaggi silenziosi del Nevada, dove il rumore di Las Vegas si percepisce solo in lontanza e la variazione cromatica del cielo al tramonto mozza letteralmente il fiato ("15 North, Exit 25", scattata nel 2001). Passando per il matrimonio tra il principe Andrea e Sarah Ferguson, di cui lo scozzese fu fotografo ufficiale (nel 1986), e il ritratto di Bill Clinton.


«Il coniglio bianco»
Albert Watson
Forma – Centro Internazionale di Fotografia
Piazza Tito Lucrezio Caro, 1. Milano
Fino al 22 novembre

Articolo tratto da Il Sole 24 Ore
di Marta Casadei

 

 

Gli italiani spendono
meno e meglio

I dati dell’Osservatorio sui consumi degli italiani svelano una stirpe di nuovi consumatori. Più attenti e critici I consumatori iniziano a risvegliarsi dopo un lungo letargo durato anni, ma dopo le batoste della crisi non sono più gli stessi. Anche se le prospettive per il 2010 migliorano e la tanto attesa ripresa della domanda interna dovrebbe dare i suoi primi segnali,chi acquista ora è più attento.L’indagine
A tracciare il profilo del nuovo consumatore è l’Osservatorio sui consumi degli italiani, l’indagine annuale del Consumers’ Forum, formato da associazioni e aziende. I dati rivelano che l’80% degli italiani oggi “spende meno e meglio”. Secondo il sondaggio alla base dello studio, curato da Giampaolo Fabris e Ipsos, la grande paura per la situazione economica sta scemando: se nel 2008 il 67% prevedeva una situazione di pericolo oggi la percentuale è scesa al 53%. E aumenta la percentuale di coloro che prevedono di avere più soldi in tasca nei prossimi 12 mesi, passata dal 45% del 2008 al 58% di quest’anno.
Consumatori critici
C’è, quindi, sì “voglia” di tornare ad acquistare, ma adesso davanti agli scaffali si scopre un consumatore “critico”. L’indagine evidenzia come accanto a una “fortissima sensibilità per il prezzo”, il 47% degli intervistati si dichiara “molto attento” al portafoglio, cresca lo scetticismo verso gli sconti. Rispetto al 2008 la percentuale di consumatori che acquistano abiti con i saldi è cala dal 46% al 38%, mentre è salita dal 33,7% al 36,2% la quota di chi percepisce il low-cost come uno “specchio per le allodole”. L’Osservatorio parla, infatti, di “effetto indigestione od overdose” per promozioni, offerte speciali e tutti gli altri tipi di sconti. Un’atteggiamento che tradotto in messaggio per le aziende significa imporre una tregua alla guerra dei prezzi e investire di più su qualità e innovazione.
Cibi biologici e sani
Ecco che il 70% degli intervistati crede che occorrano etichette con informazioni più utili; il 73% ritiene che le confezioni dei prodotto debbano essere ridotte perché inquinano; il 75% dice “no” agli organismo geneticamente modificati (mentre il consumo di prodotti biologici mette a segno un più 10%); il 63% predilige le marche rispettose dell’ambiente.
La crisi ha messo fine alla società del consumo bulimico: dalla formula “più compri, più sei felice” si è passati all’equazione “meno acquisti, meglio vivi”. Il rapporto evidenzia come quasi 80% degli italiani sia convinto che spendere meno aiuta a sentirsi sereni.


lo zucchero
pochi granelli in più
ci accorciano la vita
Del 20%.
È l’amara scoperta di esperti Usa. Hanno aggiunto un po’ di glucosio alla dieta di vermetti da laboratorio e le cavie sono defunte prima del solito.